Quando prendersi una pausa è una scelta giusta.




Mi è capitato, soprattutto negli ultimi mesi, di avere una necessità sempre maggiore di staccare la spina. Ho sentito il bisogno, infatti, di allontanarmi da tutto ciò che costituiva la mia routine quotidiana, dunque di tutto ciò che, di conseguenza, mi stava portando a vivere le giornate sempre alla stessa maniera (e con sentimenti sempre più negativi) rendendomi sempre più stressata e nervosa. 

Nonostante ne abbia riflettuto a lungo a riguardo, non riuscivo mai a decidermi di prendermi davvero una pausa, complice il fatto che non mi sembrava giusto nei confronti di chi aveva iniziato a seguirmi da poco (per quanto riguarda questo piccolo blog) e di chi mi sta accanto nella vita reale giorno dopo giorno.
Insomma, mi sono resa conto che per prendersi una pausa, per quanto banale possa risultare, in realtà ci vuole coraggio.
Ci vuole coraggio perché significa mettere un punto ad una routine che, per quanto stancante e snervante possa essere, ti permette di avere un “porto sicuro” a cui fare riferimento ora dopo ora, giorno dopo giorno.
Ci vuole coraggio perché talvolta una pausa da tutto e da tutti implica anche un allontanamento da parte di chi magari non riesce a comprendere le motivazioni di chi vuole staccare la spina e, credendo che vi è qualcosa che non va in quel rapporto, decide semplicemente di andare via perché -possibilmente- anche lui (o lei) troppo esausto per riuscire a far quadrare tutto. 

…Ma alla fine dei conti, per quanto i piccoli problemi da risolvere che possono nascere da questo bisogno possano essere fastidiosi e per quanto strano possa essere ritornare alla quotidianità, ne sarà comunque valsa la pena. 

Dunque cosa ho fatto?
Ho staccato la spina dal mio blog; ho perso qualche follower, ma fa’ nulla. 
Ho staccato la spina dalle applicazioni di messagistica; alcuni miei amici mi hanno quasi data per dispersa, ma una volta tornata tutto nel rapporto con loro è tornato come prima, come se non fossi stata mai lontana un giorno. 
Ho staccato la spina dalla lettura; ho sempre più libri in arretrato, certo, ma la voglia di perdermi in qualche nuova (ed entusiasmante) storia sta tornando a far capolino in me. 

Cosa ne è venuto fuori? 
Ne è venuto fuori che, seppur in modo piuttosto imbranato poiché senza una routine o delle azioni non necessariamente facenti parte di quest’ultima -ma sempre piuttosto frequenti nelle mie giornate- , ho provato a vivere giorno dopo giorno in maniera diversa.
Mi sono infuriata, ho litigato, ho pianto per poi ridere, ho passato sempre più tempo con la mia famiglia, ho recitato, cantato, creato nuove amicizie, ho reso felici delle bambine quando ad una fiera del fumetto sono comparsa travestita da Ariel  e provato ad imparare a fare (a vent’anni suonati) la prima verticale della mia vita.
In pratica ho vissuto e, seppur non in modo perfetto, mi è piaciuto. 
E spero che io possa continuare a rivoluzionare le mie giornate passo dopo passo sempre di più. 
Perché mi sono resa conto che a stare in una routine, per quanto comodo possa essere, alla fine non ci si può godere appieno nulla: al contrario, si perdono invece molte più occasioni, sensazioni di stupore e di gioia (o anche di tristezza) e aneddoti che renderebbero anche le giornate più buie un po’ più belle. 

Rieccomi tra di voi (con un selfie ed una stellina aggiunta con Photoshop volutamente male), viaggiatori. 
Vostra,

→Federica.

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