Recensione: "Gli ansiosi si addormentano contando le apocalissi zombie" [A. Bogdanovic]




Recensione: “GLI ANSIOSI SI ADDORMENTANO CONTANDO LE APOCALISSI ZOMBIE”

[ALEC BOGDANOVIC]


                                                                                     


Buongiorno viaggiatori e benvenuti in una nuova recensione!

Oggi propongo un romanzo breve di cui sono venuta a conoscenza tramite lo stesso autore, Alec Bogdanovic, che mi ha gentilmente contattata sul blog circa la lettura della sua opera!



 

 




 


Titolo: Gli ansiosi si addormentano contando le apocalissi zombie  
Distribuito da
: Rogas Edizioni

Data di uscita: 2020.
Genere: romanzo breve
Autore: Alec Bogdanovic
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Trama: La depressione è il male della nostra epoca. È la malattia più diffusa al mondo ed è la più temuta dopo il cancro. Il nostro anti-eroe ci si imbatte nell'adolescenza e cerca di liberarsene con la disciplina e il metodo di un ricercatore, peccato che la cavia da laboratorio sia lui stesso. Finirà così per autocondannarsi a un'interminabile escalation di sfortune e miserie umane: queste daranno corpo a un romanzo di formazione in cui tragedia e commedia si intersecano e fondono fino a diventare del tutto indistinguibili.

 

 



Inizialmente, quando ho saputo il tema del libro, ero un tantino restia sul leggerlo. I motivi sono molteplici, ma fra tutti vi era il periodo non tanto favorevole ad un possibile approccio a temi più seri (infatti, collegandomi proprio al titolo del libro, l’ansia mi divorava ogni qualvolta che mi informavo tramite le testate giornalistiche e i telegiornali sulle notizie sul mondo; inoltre, lo studio di temi poco felici in Storia Contemporanea per l’Università ha fatto sì che vivessi un momento di indigestione di brutte notizie e temi pesanti che non lo credevo possibile.

 

…Spoiler? Ancora questo periodo non è passato. Ma dettagli). 

 

Tuttavia, quando Alec mi ha mandato il link con tutte le informazioni relative al suo romanzo breve, non ho potuto dire di no: ho percepito sin da subito la sensazione che quelle centoventi pagine da lui scritte non presentassero il tema della depressione in modo pesante o nel tipico modo in cui alcuni libri relativi a questo tema si relazionano. 

Inoltre, lui stesso mi ha confermato che si trattava di un romanzo breve umoristico: da quest’ultima parola e sua conferma, è scaturita la scintilla che mi ha convinta del tutto. 

 

Ho potuto leggere “Gli ansiosi si addormentano contando le apocalissi zombie” in versione e-book e ne sono felice, perché ho potuto continuare la lettura anche in situazioni – come lo stare finalmente sotto le coperte dopo una giornata passata a studiare– in cui con una copia cartacea non avrei mai potuto. 

 

Oltretutto, apro qui una piccola parentesi, credo che vista la lunghezza dell’opera la lettura in versione e-book non risulterà pesante neanche a coloro che non amano leggere in digitale e che magari dopo questa mia recensione saranno tentati di approcciarsi alla sua opera.

(Che tra parentesi, vi stra-consiglio!)

 

Partendo con la recensione vera e propria, posso pienamente affermare che ho amato questo romanzo breve sin dalla prefazione. 

Non sono solita leggere queste ultime e questo è un mio difetto, lo riconosco, ma non appena ho aperto il file digitale per cominciare la lettura, nel caso di “Gli ansiosi si addormentano contando le apocalissi zombie” non ho fatto a meno di cominciare proprio da quella; spoiler? Non me ne sono affatto pentita! 
Al contrario, la prefazione mi ha spinta a non abbandonare neanche per un momento l’idea di cominciare sin da subito la lettura della storia vera e propria per perdermi nei pensieri del protagonista e nelle sue vicende narrate da Alec Bogdanovic. 

 

Sin dalle prime pagine, il romanzo, come avrete ben captato dalle righe scritte da me fino ad adesso, risulta di facile lettura: questo perché non solo il tema viene affrontato in chiave umoristica, ma anche per lo stile di scrittura dell’autore; quest’ultimo risulta infatti scorrevole, chiaro, pulito e soprattutto amichevole. Il protagonista narra le vicende vissute da lui medesimo proprio come se stesse dialogando con un amico.

 

 Inoltre, non vengono usati termini colloquiali di difficile comprensione: qualsiasi parola che potrebbe causare il minimo sconcerto circa il suo significato, come per esempio i termini amigdala e QI, viene spiegata tramite delle note a fine pagina espresse dallo stesso protagonista. 

Ho apprezzato moltissimo questo aspetto perché permette a chiunque, dunque qualsiasi individuo di qualsiasi età (e quindi anche ai più giovani) di approcciarsi a questo romanzo breve senza alcun timore: nessun lettore viene “lasciato indietro” in nessun aspetto. Né per i temi, presentati in modo “lieve” (vi spiegherò fra poco in quale accezione intendo questo termine!), né per il vocabolario utilizzato. 

 

Il tema principale (ovvero quello della depressione) e quelli che gli fanno da contorno, come l’insonnia, la difficoltà nello studio, l’ansia che diventa giorno dopo giorno sempre più difficile da gestire (così come i rapporti sociali), vengono presentati dall’autore in modo “lieve”: cosa intendo con questo termine? 

Non utilizzo in questo caso “lieve” con accezione di superficialità o menefreghismo; permettetemi al contrario, di utilizzarlo con l’accezione di una persona brillante che ha la capacità di esporre quei temi con una ironia non “bruciante”, che ti porta magari ad abbassare lo sguardo e a farti sentire scomodo, ma con la delicatezza e con un umorismo che pochi sanno sfruttare: con una sensazione che ti lascia quasi la leggerezza sul cuore tale da spingerti ad abbracciare queste problematiche (e non respingerle per timore di ciò che comportano) e di cercarne più informazioni a riguardo. Se posso permettermi, qui lo affermo e non lo nego, non tutti gli scrittori hanno questa capacità: Alec, tuttavia, è uno tra loro che la possiede.

 

I capitoli sono brevi, ma non per questo meno efficienti di altri presenti in altri libri che magari durano anche un centinaio di pagine ciascuno: non perdendosi in chiacchiere e giri di parole, il protagonista arriva dritto al cuore e alla mente del lettore in modo pazzesco; oltre a ciò, l’umorismo citato poc'anzi viene sfruttato brillantemente per esporre anche episodi che risulterebbero altrimenti pesanti da “digerire”.

 

In “Gli ansiosi si addormentano contando le apocalissi zombie” sono anche presenti degli intramezzi ambientati nel passato (saranno due? Tre? O sarà solo uno? Tocca a voi scoprirlo correndo a leggere questo romanzo breve!) che mi hanno incuriosita e fatto sorridere. 

In particolare modo, in uno di questi (…o sarà l’unico? ;)) mi ha fatto di molto sorridere il riferimento alla facoltà di Scienze della comunicazione: perdonatemi questa piccola “sviata” dalla recensione vera e propria, ma studiando proprio in questo Corso di Laurea il riso è nato spontaneo sul mio viso leggendo le righe ad esso dedicato.

 

Non vorrei spoilerarvi molto su ciò che questo romanzo breve porta con sé perché non vorrei mai rovinarvi la sorpresa della lettura, ma posso accennarvi al fatto che sono presenti in queste pagine riferimenti anche a The Sims e Tamagochi che vengono di tanto in tanto utilizzati come similitudini con la vita reale: ad esempio, nel primo gioco citato, il protagonista decide di dedicarsi maggiormente al tipico personaggio che solitamente finisce in secondo piano dalla maggior parte dei giocatori perché “troppo sullo sfondo”; inoltre, The Sims viene utilizzato anche come modo per sfuggire alla tristezza delle giornate in cui una voragine di pensieri negativi è troppo presente. 

 

Ulteriore similitudine presente è quella proposta con la frase “prendere gli amici alla fermata del bus come prostitute”: con questa semplice proposizione l’autore mette in evidenza temi ulteriori oltre a quello della depressione, come quello della prostituzione e quello del modo di sentirsi tra coloro che si percepiscono, come il protagonista, ai margini della società e che tentano di approcciarsi gli uni agli altri per non rimanere in completa solitudine. 

 

Dunque… Consiglierei questo libro? Sì, assolutamente. È una lettura particolare, tanto umoristica quanto provocatoria che secondo me deve essere fatta. Non sempre capita di avere sottomano delle opere del genere, quindi la possibilità di leggere “Gli ansiosi si addormentano contando le apocalissi zombie” secondo me dovrebbe essere colta al volo da chiunque. Inoltre, l’approccio a differenti temi attuali la rende perfetta per questo 2020. 

 

 

 

E con ciò concludo la recensione!

Ringrazio ancora di cuore Alec per avermi contattata e per avermi permesso di leggere questa sua opera in collaborazione. 

È stata davvero una splendida lettura! 


Mando a tutti voi un caro abbraccio, 

Federica.

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