Recensione: "Fidanzati per le feste" -- Novella [C.Rametta e F.C.Cominelli




Recensione: “FIDANZATI PER LE FESTE”

[CHIARA RAMETTA E FRANCESCA C. COMINELLI]


                                                                                     


Ciao a tutti e benvenuti in una nuova recensione!

Stamani vi propongo una novella natalizia pubblicata ufficialmente proprio oggi, 10 dicembre 2020, sulla piattaforma Amazon!

Parlo di…



 

 


 


Titolo: Fidanzati per le feste  
Distribuito da
: Amazon

Data di uscita: 2020.
Genere: novella
Autore: Chiara Rametta e Francesca C. Cominelli



Trama: Lei una Louboutin, lui uno scarponcino di montagna.

Un ricatto di Natale, tre settimane esatte per salvare le feste e la sua sfarzosa vita.
Questo è l’incubo nel quale si ritrova Paris, unica erede della famiglia Ramirez, proprietari della catena di concessionarie più lussuose di tutti gli Stati Uniti.
Il giorno del ringraziamento suo padre decide di farle un “regalo” e tagliarle tutti fondi economici, eccetto il suo attico a Park Ave. Paris deve entrare nel mondo degli adulti e piantarla di fare la parassita mantenuta. Entro Natale dovrà trovare un vero lavoro… e un fidanzato!

I giorni passano, ma Paris continua ad avere la testa tra le nuvole e a cantare con gli angeli, tanto da non riuscire a trovare soluzione. Fino a quando la sua migliore amica le propone un’app per incontrare il suo “fidanzato per le feste”.
DICK OR SWITCH – TROVA UN PENE PER NATALE potrebbe essere la svolta che stava aspettando. Peccato, però, che i casting per trovare la sua dolce - finta - metà da presentare al cenone di Natale si stiano rivelando un vero e proprio disastro!

Farouk, di origine persiana, non potrebbe essere più diverso da lei: portinaio squattrinato, alla ricerca del sogno americano che pare una visione celestiale impossibile da raggiungere.
Si è trasferito in America per allontanarsi dall’ombra del padre e aprire un ristorante tutto suo, peccato che le cose non siano andate secondo i piani. Adesso si ritrova ad aprire le porte ai ricconi di Park Ave!

Come se non bastasse, i suoi genitori gli danno un ultimatum sotto le feste: trovarsi una moglie o rimpatriare in Iran seduta stante.
Farouk non ha intenzione di abbandonare il suo sogno, né tanto meno di sposarsi, così inizia anche per lui la missione salva-Natale.

 



Allora allora allora, da dove partire?

Posso sicuramente cominciare dall’affermare, da una parte, che sono felicissima che Chiara abbia ripreso a scrivere e a pubblicare qualcosa di ufficiale dopo “Non giurare sulla luna” (al momento non disponibile sul mercato!); dall’altra, sono felice che con lei abbia collaborato Francesca, che personalmente non conosco, ma che attraverso la novella mi è sembrata una ragazza molto in gamba nella scrittura e nel veicolare qualche risata!

 

Arrivando al dunque, e quindi alla novella in sé, posso affermare che si tratta di una lettura molto veloce: sulla copia cartacea si parla infatti di una cinquantina di pagine, cinquantadue per la precisione (che sul mio telefono sono diventate centotrentasette circa perché ad una certa la vista mi dice ciao ciao dopo ore spese davanti al computer e quindi devo rimediare con una grandezza del font a prova di talpa). 

 

La velocità della lettura è anche dovuta alla scrittura di Chiara e Francesca: le due rendono la storia “sopra le righe” tramite continue battute e il carattere appositamente esagerato dell’intera vicenda; inoltre, non si perdono in sproloqui ed eccessive descrizioni. 

 

 “Fidanzati per le feste” è stata dunque una lettura che ho apprezzato, ma non del tutto. 

Ho apprezzato molto lo stile simpatico con cui è stata scritturata; durante la lettura mi sono distratta da qualsiasi tipo di problema e annesse questioni da affrontare nella vita reale. Questo è sicuramente un bene, visto che un libro (in questo caso una novella) relativo a questa festività e che viene presentato come una storia “leggera” dovrebbe essere in grado di fare questo secondo me. Ovviamente il caso cambia quando si parla delle storie più serie e che, per via del fatto che dovrebbero portare ad una riflessione molto più profonda, invece inducono la persona ad ancorarsi maggiormente alla realtà. Ma non è questo il caso! 

 

Di questa novella, tendenzialmente, non ho ben apprezzato due cose: l’esagerazione nei tratti di Paris e l’app di incontri Dick or switch, resa anch’essa un tantino troppo sopra le righe; 

Per entrambe le questioni so che si tratta di scelte assolutamente volute e ciò si nota benissimo; dopotutto, Paris Ramirez viene presentata sin da subito come l’ereditiera della catena di concessionarie più lussuose presenti negli Stati Uniti che non ha idea di cosa voglia dire cucinarsi qualcosa da sola o vivere una vita comune. Questo perché niente nella sua vita è comune: Paris sembra vivere come alienata dal mondo reale e dalle piccole cose che compongono la quotidianità di coloro che sicuramente non possono permettersi ciò che può permettersi lei. 

Paris è quindi come la regina dei clichés (e a volte l’avrei volentieri lanciata da una finestra), ma di lei ho apprezzato quei brevi attimi in cui un tira fuori un po’ di spirito di riflessione e serietà. Non vi dirò ovviamente dove e quando, ma ho apprezzato molto quelle piccole parti (seppur improvvise tanto da chiedermi “ma è la stessa persona?”) perché a mio parere la rendevano più umana e un po’ più vera ai miei occhi. Mi facevano prendere una boccata d’aria da tutto il “troppo” che la circonda (ricchezza e obblighi da mantenere per via dei suoi genitori in primis). 

 

Insomma, inizialmente Paris mi faceva ridere, però dopo un po’ ho percepito intorno a lei questa aria di “carattere costruito a tavolino”, come se non riuscisse ad uscire da quegli schemi, che non so spiegare del tutto.

 

Spero che nelle prossime uscite di Chiara e Francesca questo aspetto verrà approfondito ulteriormente, perché ho necessità di risposte! (E anche di risposte circa la piccola renna perché sul camino: quella ha catturato il mio cuore). 

 

Ritornando a noi, in contrasto a Paris, troviamo Farouk: un ragazzo che vuole costruirsi (e costruire il suo futuro) da sé.

Se Paris sembra vivere in modo tranquillo perché pensa di poter contare sempre sul suo patrimonio (e sulla sua capacità di imprenditrice digitale – come una specie di Chiara Ferragni newyorkese), Farouk decide di andare via dalla sua terra natia, l’Iraq, per diventare uno chef professionista grazie alle proprie capacità e non grazie alle catene di ristoranti che i suoi genitori gestiscono;

Farouk fugge da coloro che, una volta scoperta la sua reale identità, sono felici di dargli il lavoro che desidera (quando poco prima l’avevano magari sbeffeggiato perché non abbastanza “interessante”) perché riconosce la falsità di quel “dono”. Quel lavoro infatti gli viene spesso proposto non per le sue reali capacità e per la sua reale persona, ma sempre per via della sua famiglia. 

 

Paris e Farouk, a primo impatto, sembrano due persone completamente opposte, ma in verità hanno qualche cosa in comune; 

entrambi eccellono in qualcosa (Paris nell’essere una influencer e un ottimo recensore di hotel di lusso – permettendo così a queste strutture di essere sempre più conosciute nel mondo, mentre Farouk è un eccellente cuoco), ma non vengono sostenuti abbastanza (se non per nulla) dai loro genitori. 

Le figure genitoriali presenti in questo libro sono piuttosto stereotipate: entrambi i padri sono figure rigide, poco inclini a dare fiducia ai propri figli e smaniosi del vederli seguire i loro stessi passi; le madri invece sono più abbienti e, soprattutto nel caso della madre di Farouk, messe in secondo piano. 

 

La storia quindi intreccia amabilmente queste due vite, così apparentemente diverse ma in verità con tante caratteristiche simili, in modo simpatico.

 

 

Consiglierei questa novella? Beh, direi più a coloro che cercano qualcosa di esageratamente divertente e anche trash (Sì, Dick or switch, sto parlando di te). 

Se si cerca una novella in cui ci si aspetta magari personaggi senza clichés e una storia è più seria, direi che non è il momento adatto per leggerla. 

Al contrario, se cercate qualcosa di più leggero e “frizzante”, direi proprio che potrebbe piacervi.

 

 

Grazie a Chiara e Francesca per avermi permesso di leggerla in anteprima, non vedo l’ora di leggere il seguito: sono fiduciosa su un possibile sviluppo di Paris in primis, in quanto mi incuriosisce molto come personaggio e sono convinta che ha molto da mostrare della sua interiorità.


Mando a tutti voi un caro abbraccio, 

Federica.

 

 

 

 

 

 

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